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IL CAVALIERE GIALLO
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protesta statua stazione

giovedý 15 maggio

Seminari e incontri

vincenzo magni (pres.)

 

La recente notizia dell’annuncio unilaterale del vicesindaco Ceci sul futuro collocamento in centro a Bergamo dell’enorme scultura di Balljana dedicata a Papa Giovanni XXIII, con un peso di 20 tonnellate e con dimensioni mastodontiche (4 metri di larghezza per 3 ½ in altezza), ha indotto l’Associazione  “il Cavaliere Giallo- Amici delle Arti” a promuovere una campagna di sensibilizzazione contraria a questa ipotesi per motivi legati alle  “nebulose modalità di commissione” e per le vaghe, molteplici e improponibili ipotesi sul suo posizionamento in zone del centro di Bergamo.

 

Ecco le principali ragioni della presa di posizione dell’Associazione:

·        la Città non è stata mai messa a conoscenza dell’iniziativa, ma informata solo a fatto compiuto.

·        il monumento destinato ad una piazza pubblica è stato commissionato da privati. Una vera e propria aberrazione. Infatti dopo l’annuncio pubblico ed ufficiale del vicesindaco Gianfranco Ceci che informa dell’imminente arrivo della statua in città, giunge un’immediata smentita del sindaco Franco Tentorio precisando che la Giunta non l’ha mai commissionata. 

·        La stessa Soprintendenza pare abbia dichiarato di non saperne  nulla esprimendo perplessità sulle ipotesi di collocazione annunciate: dal Sentierone allo  spazio antistante la Chiesa delle Grazie. 

·        Il monumento viene bocciato in modo categorico dalla Fondazione Giovanni XXXIII, sia per le modalità di richiesta di patrocinio,sia per la concezione stessa del monumento “perché le idee di papa Roncalli avrebbero meritato una celebrazione di tutt’altro tipo”.

La sua giuste e degna collocazione non può essere che in uno spazio religioso. 

 

Senza entrare nel merito “artistico” dell’opera e lontani da valutazioni politiche,  vogliamo ribadire il principio che se un committente privato vuolregalare un monumento alla città, con conseguente destinazione e collocamento sul suolo pubblico, dovrebbe concordare l’operazione con l’amministrazione pubblica, nell’ambito di un bando di concorso con regole chiare e trasparenti,  non fare “ricadere” la scelta sulla comunità a sua insaputa, come avvenne per la statua di Arlecchino che errò rifiutato per anni in vari spazi pubblici inadatti alla sua collocazione.

 

Il Cavaliere Giallo


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